La principessa racconta i fenomeni che si sarebbero verificati a giugno

Non ha dubbi la principessa Claudia Ruspoli: nel castello millenario della sua famiglia a Vignanello, come in tutti i luoghi colmi di storia, ci sono delle ‘presenze’. Che si tratti di fantasmi o spiriti non meglio identificati poco importa: ”ciò di cui sono sicura – dice la nobildonna – è che energie positive, amiche, aleggiano nelle ville storiche e nei manieri come il nostro. In genere si tratta di persone che lo hanno abitato”.

Fu proprio per questa sua convinzione che, tra la fine del maggio e i primi di giugno scorsi, quando in piena notte, udì dei rumori provenire dal piano superiore del castello, non si preoccupò affatto. L’indomani mattina, però, rimase sbalordita nel vedere dei grossi mobili e vari suppellettili in luoghi diversi da quelli in cui si trovavano da sempre. Alcuni giorni dopo i misteriosi episodi si manifestarono di nuovo. Ancora rumori, ancora mobili e suppellettili spostati, ancora una strana sensazione di ”presenze”.

Donna Claudia Ruspoli decise allora di indagare su quanto stava accadendo e incaricò l’Associazione Prisma, acronimo di ”Progetto indagini e studio delle manifestazioni anomale”, fondata da quattro viterbesi appassionati di misteri, paranormale, parapsicologia, fantasmi, poltergeist, di fare luce sulle origini delle manifestazioni I primi risultati delle osservazioni, condotte anche con sofisticate apparecchiature, saranno a disposizione tra una settimana circa.

Nel frattempo, la proprietaria del castello ha riesumato dalla sua memoria alcuni episodi risalenti agli anni Settanta del secolo scorso, che le erano stati narrati, come quello della donna francese, ospite a Vignanello, che si sentì ripetutamente chiamare con un nomignolo che nessuno tra coloro che si trovavano nel castello poteva conoscere.

Secondo donna Claudia, invece, sarebbe solo una legenda metropolitana quella secondo cui un uomo a cavallo, con indosso un’antica armatura, si lancerebbe al galoppo il parco del castello, attraversando i muri come se fossero fatti d’aria. ”La storia – spiega – potrebbe essere nata perché dalla piazza del paese, attraverso un finestrone, con le luci accese, s’intravede un grande quadro raffigurante un mio antenato, soprannominato ‘il signorino’, in groppa al suo cavallo bianco. E’ probabile che quella visione e un po’ di vino di troppo abbiano fatto nascere la legenda”.

Ad avviso degli esperti della Prisma prima di parlare di ‘presenze’ è necessario sbobinare le 4,5 ore di registrazioni e ripre e effettuate nel castello. ”Tuttavia – dice Cristiano De Amicis, uno dei ghost-buster della Prisma – credo che una sola tornata di rilevamenti non sia sufficiente. Le indagini andrebbero ripetute nel tempo, a scadenze regolari, perché i fenomeni paranormali sono difficili da interpretare”.

Dal 1996, donna Claudia Ruspoli ha ”aperto” il castello al pubblico: visite guidate, matrimoni, concerti,, convegni. ”Tentiamo così – conclude – di coprire i costi della manutenzione. Ma finora non ci siamo mai riusciti”. Chissà se con la presenza dei fantasmi non aumenti l’attrattività del castello e quindi gli incassi.

Fonte

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VITERBO: CASTELLO RUSPOLI DI VIGNANELLO E FANTASMI

il gruppo PRISMA comunica i risultati della prima uscita

CASTELLO RUSPOLI DI VIGNANELLO E I FANTASMI: il gruppo PRISMA comunica i risultati della prima uscita. Ultime notizie Tuscia, Viterbo.
Due gruppi di persone dello staff di PRISMA (Progetto Indagini e Studi di Manifestazioni Anomale) hanno monitorato vari ambienti interni ed esterni del castello dalle ore 23 alle ore 3 circa.
Per farlo è stata utilizzata strumentazione consistente in telecamere (visibile, infrarossi, ultravioletti e termocamera), macchine fotografiche (visibile, infrarossi), registratori audio altamente sensibili, rilevatori di campi elettromagnetici, contatore geiger, e altre apparecchiature utili allo scopo.

La suddetta strumentazione è stata utilizzata in parte per una “postazione fissa” collocata all’interno di un salone al primo piano del castello, considerato particolarmente interessante, e in parte è stata usata dal gruppo che si è invece mosso liberamente in altre aree della struttura, ambienti esterni inclusi.

Le oltre 4 ore di registrazioni strumentali non hanno evidenziato anomalie definibili interessanti.
Tanto gli apparati audio, quanto quelli video e fotografici, non hanno catturato fenomeni di natura non convenzionale.
Sono state registrate alcune tracce apparentemente bizzarre che però poi, dopo attenta e accurata analisi, si sono dimostrate non anomale e riconducibili a cause assolutamente ordinarie.
Il gruppo addetto al controllo e al monitoraggio del salone, posto sotto osservazione tramite postazione strumentale fissa, non ha notato niente di strano neanche a livello di sensazioni individuali.

Il gruppo che si è invece mosso liberamente nei vari ambienti interni ed esterni, pur non avendo neanche loro catturato nulla a livello strumentale, ha vissuto alcune esperienze sensoriali individuali che riportiamo.
Muovendosi verso il giardino, proprio davanti al cancello che separa quest’ultimo dal castello, un membro di PRISMA, impegnato a non far uscire i cani dal giardino, ha sentito distintamente qualcosa muoversi alla sua sinistra e quindi, di riflesso, ha piegato la gamba sinistra per impedire che un animale potesse passare.
In effetti, nel buio ha visto muoversi verso di lui un animale a quattro zampe.
Così, per meglio visualizzarlo, ha preso e acceso una torcia.
Nel momento in cui il fascio di luce ha illuminato l’ambiente circostante, non ha avuto modo di riscontrare alcuna traccia del presunto cane!
Il componente del gruppo PRISMA si è però detto sicurissimo di aver visto l’animale, tanto da chiedere immediata conferma all’altro componente di PRISMA che gli stava più vicino.
Nè lui nè altri, però, hanno visto quell’ombra e tanto meno gli strumenti in loro possesso hanno catturato qualcosa di anomalo.
Subito dopo, sempre lo stesso membro di PRISMA puntava la torcia verso un componente del gruppo poco distante.
La persona illuminata stava aspettando il resto del gruppo sul ponte che collega il giardino al castello.
Apparentemente questa persona non era sola. Vicino a lui, infatti, c’era una figura femminile.
Man mano che il gruppo si avvicinava all’uomo, la figura di questa donna è come svanita agli occhi del componente PRISMA che aveva avuto la netta sensazione di questa seconda presenza.
Accanto all’uomo non c’era nessuno! In più, era impossibile che potesse esserci davvero una persona nel punto in cui era stata visualizzata.
Infatti, sarebbe dovuta essere al di là di una staccionata di legno che impedisce di precipitare nello strapiombo sottostante.

Ovviamente questa prima uscita non è in grado di dare risposte sulla presenza o meno di così detti fantasmi nel castello Ruspoli.
Come più volte evidenziato, sono necessarie numerose e periodiche osservazioni nell’arco dell’anno.
Solo così si può sperare di avere un quadro complessivo credibile del fenomeno.
Inoltre, la prima uscita è anche considerata normalmente la numero 0, visto che è in questa occasione che si riscontrano tutti i problemi tecnici e logistici che inevitabilmente si incontrano in ogni prima uscita.

Pertanto, col permesso e la disponibilità della famiglia Ruspoli, PRISMA si impegna a proseguire nell’osservazione e nello studio del castello, affinando tecniche e avviando collaborazioni utili ad un migliore conseguimento dei risultati, qualunque essi siano.

Associazione PRISMA (PRogetto Indagini e Studi di Manifestazioni Anomale)
e-mail: [email protected]
sito: www.sulletraccedelmistero.it

Fonte

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